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Il Modello a Cinque Dimensioni di Hofstede

Il professor Geert Hofstede, olandese, ha messo a punto un modello interpretativo delle diversità culturali, conosciuto come il Modello a Cinque Dimensioni.

Il Modello nasce da una ricerca di tipo statistico, cominciata da Hofstede agli inizi degli anni ’70 e tuttora in costante aggiornamento e arricchimento.La prima ricerca fu condotta sulla base di 116.000 questionari in circa cinquanta Paesi. Oggi i dati disponibili riguardano un centinaio i Paesi.

E’ l’unico modello di questo tipo che usi un approccio statistico basato su una mole così vasta di dati, ed è riconosciuto a livello internazionale come punto di riferimento per chiunque si avvicini a temi in cui le differenze culturali entrano in gioco.

In sintesi il Modello individua cinque “dimensioni”, cioè cinque “valori” culturali, e per ogni Paese preso in esame, il Modello indica se quel valore è generalmente presente nella cultura osservata con una valenza più alta o più bassa rispetto agli altri Paesi indagati dalla ricerca statistica. Quindi ogni cultura, e i conseguenti comportamenti messi in atto dalle persone che di quella cultura condividono i valori fondamentali, possono essere meglio capiti e interpretati grazie al confronto con valori e comportamenti tipici di altre culture con cui si attua il confronto.

Le cinque “dimensioni” riguardano i cinque valori culturali fondamentali che costituiscono il “cuore” di ogni cultura e sono:

1. Distanza di potere: relativa al modo in cui una cultura vive il rapporto appunto con il potere e con chi lo detiene all’interno di una gerarchia, esplicita o implicita.
2. Individualismo: valore per cui in una cultura i legami sociali sono centrati sul singolo individuo, contrapposto al Collettivismo, dove la determinazione sociale di una persona dipende dalla sua appartenenza a un gruppo e dalle relazioni che possiede.
3. Mascolinità: valore che enfatizza la competitività, il successo e la realizzazione di obiettivi concreti; al polo opposto si colloca la Femminilità che preferisce la collaborazione, l’essere al servizio e di aiuto agli altri e punta alla qualità della vita più che alla quantità di ciò che si può acquisire.
4. Avversione all’incertezza: valore che porta una cultura a privilegiare tutto ciò che possa dare “sicurezza” (ad esempio: norme, regole e procedure) e allontani l’ansia che deriva da ambiguità e incertezze.
5. Dinamismo confuciano o Orientamento al Lungo Termine: valore che permea le culture orientali, caratterizzato da una visione a lungo termine e da un forte pragmatismo.

Dalla conoscenza di queste diverse dimensioni, che tra loro si “combinano” in un modo unico in ogni cultura, possiamo trarre importanti indicazioni sui diversi modi di agire e interagire all’interno di una cultura.

Con questa consapevolezza possiamo costruire relazioni e mettere in atto strategie di comportamento adeguate alle diversità culturali, facilitando tutti i processi e le relazioni legati al business e al management.

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