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Il successo dei manager “culturali” italiani all’estero

Qualche settimana fa aveva fatto scalpore la notizia relativa ai sette manager stranieri chiamati dal Mibac per guidare alcuni tra i più importanti musei italiani. L’elenco dei nostri connazionali manager di importanti gallerie e istituzioni culturali all’estero è però anch’esso lungo. Vediamone alcuni..

Gli italiani sono particolarmente apprezzati in ambito culturale all’estero, grazie anche al patrimonio che l’Italia può vantare. Tutti hanno in comune solidi studi in Italia, specializzazioni all’estero e propensione a girare il mondo. Troviamo difatti manager e curatori italiani al Moma, alla National Gallery di Londra e alle Monnaie di Parigi.

Un valido esempio è Massimiliano Gioni, 43 anni, originario della provincia di Varese ed ora  Direttore artistico del New Museum of Contemporary Art di New York, dopo studi tra Bologna e Vancouver ed esperienze di lavoro in tutto il mondo.

Di solo un anno maggiore Andrea Bellini, 44 anni, Direttore del Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra, con esperienze precedenti tra New York e Torino prima dell’approdo in Svizzera.

Chiara Parisi ha invece trovato il suo successo a Parigi, dove dirige il programma culturale del Monnaie di Parigi, una delle più antiche istituzioni francesi. Patrimonio dell’Unesco, assicura la produzione monetaria dell’euro francese e di monete da collezione, medaglie e decorazioni.

E poi c’è Paola Antonelli (nella foto), architetto, sarda ma dai genitori milanesi, entrata al Moma di New York a soli 31 anni semplicemente rispondendo ad un annuncio (nel lontano 1994) ed ora Direttore della Ricerca e sviluppo. Un cervello visionario secondo il Time ed inserita nella lista delle cento persone più potenti del mondo dell’arte da Art Review.

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