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Il nostro sorriso racconta le nostre origini

Il nostro sorriso racconta le nostre origini. La “cultura emotiva” di un Paese viene espressa anche attraverso la mimica facciale. Vediamo un’interessantissimo studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).

Si tratta di un’analisi sulle differenze di espressività emotiva tra un popolo e l’altro, con particolare focus sul ruolo del sorriso all’interno delle varie società.

Di certo si tratta di un’espressione che porta con sè diverse sfaccettature dei nostri comportamenti espressivi, tipicamente legate alla provenienza geografica. La studio (qui in versione integrale) va oltre alla ricerca finora concentrata sulle differenze geografiche e sul fatto che, per esempio, i nordamericani, e gli occidentali in generale, tendono a essere più espressivi dei cinesi, e degli orientali, analizzando invece in profondità il ruolo delle migrazioni nel determinare sorrisi e cultura emotiva.

Sono stati presi in considerazione 32 Paesi molto diversi tra loro, quantificando per ognuno un flusso migratorio, che prende in considerazione i contributi di altre nazioni nel determinare la popolazione di un Paese e attribuendone un punteggio (per esempio il Canada ha un punteggio molto alto, pari a 63, che significa che la sua popolazione viene da 63 culture diverse, mentre Giappone e Cina hanno punteggio 1, per i motivi che conosciamo.

Questo dato è stato incrociato con i risultati di un questionario sottoposto a oltre 5000 persone, con domande che riguardavano situazioni di vita quotidiana come essere felici in pubblico con un amico, o imbarazzati nell’ufficio di una professoressa, con la possibilità di esprimere anche i propri sentimenti, e ha portato alla conclusione che le differenze culturali nell’espressione delle emozioni dipendono dall’eterogeneità della popolazione di un Paese nel corso della sua storia.

Il sorriso non ha la stessa funzione sociale ovunque: un secondo studio ha diviso in tre tipologie le motivazioni che portano ad un sorriso a seconda della funzione sociale: di piacere; di affiliazione; di dominanza. Conclusione: nei Paesi a più forte flusso migratorio negli ultimi 500 anni il sorriso esprime quasi esclusivamente piacere e disponibilità verso l’altro e serve per rafforzare i legami sociali. Al contrario nei Paesi poco toccati storicamente dalla contaminazione culturale, è più correlato alla gerarchia sociale, alla negoziazione del proprio status e alla gratificazione del proprio interlocutore.

 

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