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Loyalty shares: investitori contrari a quorum agevolato

In questi giorni si parla molto delle “loyalty shares“, soprattutto in riferimento alla norma che prescrive la maggioranza dei due terzi per modificare lo statuto delle società quotate in borsa, in quanto investitori, fondi e consiglieri indipendenti hanno deciso di opporsi a questa scelta e scendere in campo per chiedere al governo di non procedere all’estensione temporale del quorum agevolato.

Tale norma, scaduta il 31 gennaio scorso, dava la possibilità alle assemblee di adottare le loyalty shares senza la maggioranza dei due terzi prevista per le modifiche dello statuto ma di optare per una maggioranza semplice, come successo per Campari, Astaldi ed Amplifon. Esse vengono difatti attribuite a chi può vantare una lunga permanenza nel libro soci  dà diritto a un voto multiplo allontanandosi quindi dal concetto che ogni azione corrisponda ad un voto.

“Invitiamo il Governo e il Parlamento a non procedere all’estensione temporale del quorum agevolato per l’introduzione del voto maggiorato, tenendo fede così al proprio impegno di assicurare l’equo trattamento per tutti gli investitori. Ciò aiuterebbe a incoraggiare il flusso di investimenti nel mercato azionario italiano e faciliterebbe l’accesso delle società italiane a fonti di finanziamento alternative ai prestiti bancari“, questo il testo di una lettera inviata da 20 investitori, 93 professionisti, 22 consiglieri di amministrazione di società quotate in borsa e 9 società di consulenza al premier Renzi, al governatore della Banca d’Italia Visco, al Ministro dell’economia Padoan e al Presidente della Consob Vegas.

 

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