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Gli Usa e la scomparsa dei geni del garage

In un momento in cui l’economica Statunitense sembra essersi ripresa a pieno ritmo, la percentuale dei giovani ventenni imprenditori è al minimo storico considerando gli ultimi 25 anni, fenomeno che sta causando preoccupazioni ad alcuni economisti in ottica di sviluppo del Paese.

Tutto nasce da una ricerca svolta dalla Federal Reserve che rileva quanto bassa sia la percentuale di ventenni che possiedono un’impresa: solo il 3,6%, dato che venticinque anni fa era al 10,6% del totale, sceso poi nel 2010 al 6,1%, tanto da portare la Federal Reserve stessa a citarli come “una specie in via d’estinzione“. Ma quali sono le cause?

Da una parte sicuramente un ricambio generazionale subito ora da figli della Apple e della Google generation, nati con il mito di creare la propria azienda partendo da un garage ma che si sono dovuti scontrare con un calo delle nascite che ha ridotto il loro impatto numerico rispetto ai colleghi d’Oltreoceano, pur rimanendo in una posizione di predominanza, e portandoli ad una sorta di “stagnazione secolare”, come già avvenuto negli anni trenta.

La seconda relativa al fatto che il mercato digitale, dominato da grosse aziende, limita lo spazio di crescita delle nuove startup, spesso inglobate in questi colossi che sempre più spesso acquisiscono i loro brevetti per portarli in casa propria.

Questo in un momento nel quale il venture capitalism nel 2014 è cresciuto del 60%, con aziende come Snapchat, applicazione per smartphone che consente di inviare foto che si autodistruggono nel tempo, ha ricevuto 486 milioni di dollari di venture capital, con conseguenti quotazione che la lancia nell’olimpo delle startup assieme a Uber, Airbnb e poche altre.

Preoccupazione che ha portato Obama a pensare ad una serie di atti esecutivi che facilitano l’immigrazione qualificata come, per esempio, quello che velocizza i visti H1-B, utilizzati soprattutto in Silicon Valley per accogliere ingegneri informatici dalla Cina e dall’India, dall’Italia e dalla Francia.

 

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