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La manifattura italiana si riprende l’export

 In attesa che il mercato interno torni in segno positivo, l’industria manifatturiera italiana si appresta a chiudere il 2014 con una crescita dell’export, posizionandosi nella parte alta della classifica relativa all’export degli stati europei. Vediamone i dettagli..

Un risultato incoraggiante, che lancia l’Italia del manifatturiero ai livelli di Germania e Belgio, che nei primi sei mesi dell’anno sono rimasti addirittura dietro di noi. In pole position la Polonia.

A trainare questa crescita dell’export il settore della moda, seguita da quello del packaging, seguiti dai marchi di elettrodomestici, dall’industria farmaceutica, dal settore alimentare e dalla meccanica, mentre nei prossimi due anni si prevedono interessanti crescite anche del 3-5%, soprattutto grazie anche al mercato statunitense.

Alcuni nomi particolarmente meritevoli? La milanese Geico,  leader della verniciatura auto che ha conquistato Mercedes Benz, la Brevini, azienda che produce riduttori con oltre 1000 dipendenti all’estero, la Vin Service, che costruisce impianti per la spillatura di vino, birra ed acqua, Uteco Converting e Smigroup per il settore del packaging.

I settori che invece faticano sono quelli legati all’edilizia ed al materiale per costruzioni, dove anche in Italia stanno affrontando periodo decisamente complicati.

“I buoni risultati dell’impresa italiana – secondo il Rapporto Analisi sui settori industriali realizzato da Intesa Sanpaolo e l’associazione Prometeia – proseguiranno”. Soprattutto su mercati quali  Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Cina e Corea del Sud.

 

 

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