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Il Bosco Verticale di Boeri premiato come grattacielo più bello al mondo

Importante traguardo raggiunto dall’Italia grazie al lavoro di Stefano Boeri e del suo team: il suo Bosco Verticale nel quartiere Porta Nuova Isola di Milano è stato premiato come grattacielo dell’anno dall’International Highrise Awards, contest riservato ad architetti con progetti che superano  i 100 metri e realizzati negli ultimi due anni.

Trasformare un grattacielo in un bosco poteva essere un’idea difficilmente realizzabile e quasi utopistica. Questa idea è diventata però realtà, facendo segnare un altro risultato del Made In Italy nel mondo.

800 i progetti presentati, tra i quali il De Rotterdam di OMA, l’One Central Park di Sidney, Il Renaissance Barcelona Fira Hotel, ambedue di Jean Nouvel e lo Sliced Porosity Black di Chengdu di Steven Holl. Un solo vincitore: il progetto di Stefano Boeri, composto da due torri residenziali di 112 e 80 metri con 113 alloggi, 900 specie arboree (550 alberi nella prima torre e 350 nella seconda, circa), 5mila arbusti, 11mila fra perenni e tappezzanti e 780 alberi.

“Qualcuno ci aveva preso per dei pazzi megalomani – ha dichiarato Stefano Boeri – perchè far sopravvivere a Milano, rampicanti, arbusti, piante significava far volare un bosco di 2 ettari al centro di una città congestionata piena di smog. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, siamo arrivati fino in Florida per studiare i sistemi di ancoraggio alle intemperie. Significa far abitare insieme e vicini, su altezze diverse, umani ed alberi. Significa moltiplicare la biodiversità vegetale e faunistica dentro le nostre città, sempre più minerali e sempre più povere di varietà di vita. Sono felice per questo premio al Bosco verticale”.

Il progetto è stato finanziato da Hines Italia SGR, che attraverso le parole di Manfredi Catella, Amministratore Delegato, ha così dichiarato: “Questo importante riconoscimento a Porta Nuova ed al Bosco Verticale di Stefano Boeri contribuisce alla riaffermazione della reputazione del Paese con opere capaci di competere nel mondo rappresentando segni importanti di civiltà. L’auspicio è che le celebrazioni del fare bene non continuino ad arrivare solamente dall’estero ma che anche a casa nostra riacquistiamo un orgoglio ed impegno comune al posto di una dialettica di contrapposizione sterile”.

Un altro vanto per l’Italia nel mondo.

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