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La necessità di riforme per sostenere la crescita: la lettera di Giorgio Squinzi e Pierre Gattaz

Italia e Francia stanno vivendo una situazione economica per certi versi simile, dove la crescita appare ancora rallentata e la disoccupazione è purtroppo a livelli decisamente alti. Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, e Pierre Gattaz, Presidente di Medef – la confindustria francese ne sono consapevoli e hanno deciso di mettere su carta una proposta comune per chiedere di puntare alle riforme per sostenere la crescita dei due Paesi.

“Il modello che difendiamo si basa su un’Europa orientata alla crescita e che investe per il suo futuro e la sua competitività – spiegano Squinzi e Gattaz – un’Europa nella quale le imprese francesi e italiane, operanti in due paesi che sono grandi partner economici, ricoprono un ruolo insostituibile nel sistema economico e sociale. Il settore privato sa che non possiamo chiedere e aspettarci tutto dall’Europa. È innanzitutto nei nostri paesi che occorre agire. Per dare alle nostre imprese le risorse necessarie per tornare ad investire, svilupparsi e sostenere l’occupazione, chiediamo ai nostri governi di implementare le riforme strutturali di cui abbiamo bisogno. Molti processi sono stati avviati: bisogna proseguire in questo senso e procedere velocemente con azioni concrete, per offrire alle imprese il miglior contesto possibile nel quale operare, a partire da un assetto fiscale più favorevole e da una maggiore flessibilità del lavoro”.

Squinzi e Gattaz chiedono spiegano inoltre come il pessimismo che i cittadini francesi ed italiani stanno vivendo può essere superato solamente grazie a prospettive di riforme che diano spazio a talento, innovazione e creatività in modo da stimolare sia i giovani che le persone con maggiore esperienza.

“Il nostro auspicio è che il Piano per gli investimenti annunciato dal Presidente Juncker – proseguono nella lettera pubblicata integralmente su Il Sole 24 Ore – sia presentato e tradotto al più presto in azioni concrete. Chiediamo un nuovo approccio di politica industriale teso a rimettere al centro delle iniziative l’economia reale. Si tratta di integrare le esigenze di competitività nelle politiche, a tutti i livelli, al fine di realizzare il raggiungimento dell’obiettivo del 20% di contributo percentuale al Pil europeo da parte del settore manifatturiero. Auspichiamo investimenti mirati nel settore dell’innovazione e nelle filiere produttive del futuro. Chiediamo un quadro finanziario più favorevole al finanziamento di lungo termine per le imprese, in particolare le Pmi e le imprese di taglia intermedia, che creano più dell’85% dei posti di lavoro. È importante quindi che gli investitori istituzionali non siano scoraggiati nell’investire nell’economia produttiva e nei progetti infrastrutturali da normative europee inadeguate”.

Speriamo che questo sforzo comune sia ascoltato e possa portare a benefici graditi da Italia e Francia ma anche da tutta la Comunità Europea.

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