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L’Italia deve puntare (anche) sull’ecommerce

In un momento di crisi economica dove i consumi sono precipitati, il comparto dell’ecommerce sembra poter rappresentare un treno in corsa che l’Italia non può lasciarsi scappare. Questo purtroppo non sta succedendo, in quanto gli italiani non hanno ancora fatto propria l’abitudine di acquistare online e quando lo fanno prediligono piattaforme di ecommerce straniere.

I dati  hanno tutti segno positivo, con crescita media di circa il 20% di anno in anno (anche se negli ultimi due anni ha rallentato al 6%) e del 95% rispetto al 2009.

Lo shopping on line è ormai una radicata abitudine in stati come Gran Bretagna, Germania e Francia, mercati che assieme cubano circa l’80% di tutte le transazioni a livello europeo, mentre in paesi come Italia e Spagna questo processo è partito dopo e quindi è ancora agli inizi.

I settori trainanti in italia sono il tempo libero (dove la componente ‘viaggi / turismo’ è quella principale), seguito da prodotti di elettronica, servizi (assicurazioni, mutuo, etc) e moda, ma dove nascono le piattaforme maggiormente utilizzate? Soprattutto all’estero, dove a fianco di colossi quali Amazon, Ebay ed il colosso cinese Alibaba sono nati negli ultimi anni aziende specializzate diventate leader mondiali del settore di appartenenza, come la tedesca Zalando (specializzata in vestiti e scarpe) o la francese Spartoo, competitor della nostra Yoox.

Discorso simile per il settore turistico, dove i principali attori non sono (purtroppo) italiani: troviamo infatti siti come Booking, Expedia, Venere, Airbnb e Trivago, anche se importanti iniziative sono state lanciate anche in Italia, come quella relativa a Volagratis.

Le cause di questa non-presenza italiana in ambito ecommerce sono dovute soprattutto al ritardo tecnologico delle grande aziende, che negli anni non hanno purtroppo sviluppato piattaforme proprietarie sulle quali convogliare i propri clienti fidelizzandoli e ad un ritardo culturale di noi italiani ad utilizzare le carte di credito per le transazioni online, soprattutto per un target di età più elevato.

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