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Decisyon, la start-up italiana che ha ottenuto il maggiore finanziamento negli USA

Il sogno di ogni startup è riuscire nell’impresa di vedere il proprio progetto trasformato in azienda. Per far questo, se non si dispone di capitali propri, è necessario ricorrere a venture capitalist o business angels che possano dare l’ossigeno occorrente per permettere il vero salto di qualità. Raccontiamo oggi la storia di Decisyion, la startup italiana che ha ottenuto un finanziamento di 22 milioni di dollari da parte di Catalyst Investor, che già aveva investito due anni fa con 15 milioni.

I numeri sono da record per la società fondata nel 2005 a Latina da Franco Petrucci, finora il più grande investimento degli ultimi dieci anni fatto negli Usa su un’impresa italiana (nella quale fa parte la EcceCustomer, la startup di Cosimo Palmisano), che serviranno per sviluppare nuovi prodotti e sostenere le iniziative commerciali negli Stati Uniti ed in Europa.

Dietro questo successo la lungimiranza di Petrucci, che aveva iniziato a lavorare ad una piattaforma che permette di scrivere, consultare la contabilità, dialogare con i colleghi e i fornitori senza saltare da un programma all’altro, software che da subito raccoglie interesse di colossi quali Unilever e Novartis.

Il primo step nel 2010, quando Petrucci si trasferisce in Silycon Valley ed incontra, appunto, Cosimo Palmisano, con il quale fonda la EcceCustomer, sviluppo verticale di Desisyon per realizzare un software per gestire il CRM attraverso il social media.

Un esempio di successo che ci fa capire quanto sia importante da una parte spostarsi dove il mercato è florido per l’idea che si ha in mente e dove si possono trovare capitali sufficienti per entrare nel mercato stesso, come dalle parole di Petrucci: “Ai giovani startuppari consiglio di prendere baracca e burattini e trasferirsi. Difficilmente un fondo americano investe in un’azienda basata altrove. Si può fare lasciando la testa in Italia. Il nostro caso potrebbe diventare un modello in quanto la testa tecnologica resta a Latina dove abbiamo uno straordinario team di ingegneri. Gli italiani restano i migliori del mondo. E gli americani lo hanno capito”.

“In Italia ci sono tante aziende con prodotti informatici di qualità – continua Petrucci – già installati in una decina di aziende ma senza i soldi per poter decollare, metterli in contatto con i capitali disponibili è un’esigenza di tutto il Paese”.

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