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I pubblicitari di successo per il rilancio del Made In Italy all’estero

Il successo del Made In Italy all’estero dipende anche dalla visibilità che riusce ad ottenere sui media tradizionali ed online. E’ necessario affidarsi a professionisti del settore per cogliere tutte le opportunità che l’interesse attorno al Made In Italy porta con sè all’estero. Vediamo alcuni esempi di manager che potrebbero aiutare con la loro esperienza a far decollare le vendite all’estero grazie a campagne pubblicitarie dall’alto livello di engagement.

Lo spunto arriva da questo articolo di Repubblica, che raccoglie alcuni dei “pubblicitari” più influenti ed apprezzati del settore, come Lorenzo Marini, dietro il successo di varie campagne, ultima delle quali quella promossa da Regione Toscana che vede come protagonista una farfalla rossa sotto forma di poster sulla facciata di un palazzo di Soho, a New York.

“Tre anni fa, ispirato dalla crisi – racconta Lorenzo Marini –  ho deciso di aprire una sede a New York per aiutare le aziende agroalimentari e della moda a veicolare prodotti sui media americani con un giusto tono di voce e idee efficaci. Non è stato facile: da Milano ci portiamo dietro il gusto per le cose belle ma qui non è sufficiente. Gli americani sono pragmatici, così ho cercato dei soci che, creativamente parlando, sono la mia green card nel mercato newyorkese. Qui – continua Lorenzo Marini – gli italiani che fanno design, arte o comunicazione sono rispettati”.

Successo raggiunto anche da Domenico Vitale, titolare della PI&C (People Ideas & Culture) sempre a New York, sempre nel quartiere Soho, che da oltre vent’anni segue grossi brand americani come Aol e Mohegan Sun e che ha deciso di aprire la propria competenza al servizio di brand italiani, New Holland (Gruppo Fiat) e Alessi i primi. Tanta voglia di aprire la propria sede anche in Italia, ma la burocrazia, come spesso capita, “è stata troppo complicata”, inconveniente che ha portato alla scelta di ampliare la propria sede a Copenaghen.

Spostandoci ad est un’esperienza da citare è quella di Maurizio Caduto, Art Director negli ottanta ed ora regista pubblicitario, con un passato fatto di esperienze a Shanghai, Hong Kong, Vietnam e Singapore ed ora stabile a Kuala Lumpur: “Dalla crisi italiana – racconta Maurizio – sono balzato via diretto a Shanghai e poi mi sono fermato qui in Malesia, un crocevia strategico per lavorare sui set di Singapore, Shanghai, Hong Kong, Vietnam, mercati nuovi e affamati di pubblicità».

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