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Marcello Lippi e il successo di un italiano in Cina

Parliamo oggi di un professionista di successo conosciuto ed amato da tutti gli italiani: Marcello Lippi. Dopo una carriera da giocatore prima ed allenatore poi, traguardando successi con la Juventus come la vincita della Champions League, di 5 Scudetti e della Coppa Intercontinentale, oltre che la Coppa del Mondo nel 2006 con la Nazionale, ha deciso di proseguire la propria carriera in Cina, come CT del Guangzhou Evergrande, allargando il proprio palmares e conquistando il popolo cinese.

Conosco solo tre parole di cinese – racconta Lippi – ovvero cameriere, grazie, portacenere. Così quando sono andato in un ristorante e le ho dette in sequenza tutte e tre, il cameriere pensava che sapessi il cinese e ha cominciato a parlare, convinto che capissi tutto”.

Di origini viareggine, decide a 64 anni di cambiare vita e continuare il proprio lavoro in Cina, terra dove il calcio non è ancora sviluppato come in Italia e dove la lingua e la cultura merita un certo studio ed approfondimento. “Sono stato vicino a diversi club inglesi, l’ultimo 3-4 anni fa fu il Tottenham e ho sempre detto di no per la lingua, poi sono finito in Cina..” ama ricordare Marcello Lippi.

Il CT non ha avuto particolari problematiche di ambientamento, buttandosi subito sul lavoro per cercare di costruire un sistema che in Cina manca ancora, quello relativo al mondo del calcio, puntando su una delle maggiori forze della Cina, ovvero la quantità, partendo a selezionarla per poi arrivare ad un risultato. La lingua sì, rimane di difficile approccio, ma Lippi ha trovato come ovviare al problema: “Abbiamo quattro interpreti. Uno è sempre con me dalla mattina fino a mezzanotte. Poi ho un autista, altrimenti dovrei prendere la patente cinese. Potrei imparare un po’ la lingua, ma io ho bisogno di comunicare in modo chiaro con i miei giocatori tra i quali, per esempio, c’è un coreano. Quando parlo con lui, il mio interprete deve tradurre al suo che è cinese-coreano che a sua volta ripete al giocatore! Per la risposta facciamo la stessa cosa al contrario. Non sarà proprio una traduzione letterale ma l’importante è il senso”.

Forza, entusiasmo, competenza e cultura del lavoro che non mancano a Marcello Lippi, riconosciuto al livello di una vera e propria star dal popolo cinese: “Mi fermano per le foto, mi riconoscono, mi salutano per la strada – racconta Lippi – è successa una bella cosa tra me e i cinesi: si sono resi conto presto che non ero andato lì solo per i soldi. Hanno percepito e apprezzato il mio entusiasmo. Me lo ha detto anche il ministro dello Sport di recente e questo mi ha fatto piacere. Quando sono arrivato mi avevano chiesto “Si può vincere la Champions’ League in cinque anni?”. Lo abbiamo fatto dopo un anno e mezzo!».

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