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Renzo Rosso: i segreti del successo di Diesel

Dietro i successi imprenditoriali ed economici di un’azienda ci sono sempre le persone, che grazie alla passione per il proprio lavoro e ad uno spirito costruttivo decisamente marcato riescono ad ottenere risultati davvero importanti. Un esempio è sicuramente Renzo Rosso, fondatore ed azionista della Diesel, considerato da Forbes tra i dieci italiani più ricchi d’Italia. Ripercorriamo al sua storia per analizzare i segreti del suo successo.

Nato nel 1955 a Brugine, paesino del veneto con poco più di 7.000 abitanti, sin da piccolo mostra estro e creatività ed inizia la sua “carriera” aiutando il padre in campagna e guadagnandosi i primi soldi grazie alla compravendita di conigli mostrando una marcata personalità, qualità che porta con sè anche ai giorni d’oggi, dopo quasi 60 anni.

Inizia ad avvicinarsi al mondo dei jeans durante le superiori, quando realizza un modello a zampa d’elefante utilizzando la macchina da cucire di famiglia, vendendo i primi modelli ai compagni per 3.500 lire, strofinandoli prima sull’aia per dare una parvenza più vintage. Qui nasce il primo Renzo Rosso, che qualche anno dopo viene chiamato da Adriano Goldschmied della Genious Group (pioniere del jeans italiano) a lavorare in azienda, conquistando dopo alcuni tira e molla il 30% delle azioni che serviranno poi, nel 1985 ed a soli 30 anni, come liquidità per acquistare il 100% del marchio Diesel, azienda che in quegli anni fatturava già 8 miliardi. Da qui la diversificazioni ed il controllo di vari marchi noti quali Dsquared, Just Cavalli, Vivienne Westwood, Marc Jacobs e la stessa Diesel tramite la holding OTB (Only the Brave) di cui Renzo Rosso è Presidente.

I valori che lo contraddistinguono sono sicuramente l’impegno e la passione per il proprio lavoro, la fortissima personalità e la serietà nell’affrontare ogni sfida quotidiana ed imprenditoriale, oltre che l’altissima attenzione alla qualità sul lavoro, grazie a soluzioni quali asili nido, palestre, microcredito ai terremotati, orari flessibili.

E’ da sempre attivo anche socialmente in prima persona, sia nella terra di nascita che in Africa, dove sta costruendo un villaggio che può ospitare oltre 20.000 persone in Mali.

Ma quali sono le parole chiave del suo successo? Lui risponde “impegno, duro lavoro, sacrifici e lacrime“, come confermato nel suo libro Be stupid.

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