Diversità culturali e formazione internazionale.
flags

Itim Italy

Il primo sito interamente dedicato a chi vuole lavorare con successo e accrescere la propria competitività sul mercato globale, scoprendo tutte le competenze necessarie per comprendere, gestire e collaborare con culture diverse dalla propria.

Startup: sarà l’Italia la nuova Silicon Valley?

L’Italia, si sa, è terra di creativi ed innovatori. Sono difatti davvero molti gli esempi di menti italiane che hanno trovato il successo sia nel Bel Paese che soprattutto all’estero. Uno dei settori di eccellenza è sicuramente quello dell’high-tech che, anche se in netto contrasto con il ritardo rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei, sta crescendo a ritmi davvero interessanti e degni di nota. Tanto che il nuovo console italiano a San Francisco, Mauro Battocchi, sostiene che l’Italia possa diventare la prossima Startup Nation in questo settore. Avrà ragione?

Se ci fermassimo ad una sola valutazione superficiale diremmo di no, soprattutto a causa del digital divide da noi più evidente rispetto che in altri stati europei. Sta di fatto però che ci sono forti segnali di crescita, grazie anche alla voglia e all’impegno che la rete italiana sta impiegando per cercare di invertire la tendenza e guidare l’Europa in una rivincita europea rispetto alla Silicon Valley americana, da sempre la punta di diamante mondiale in fatto di innovazione (si trovano qui, per esempio, Apple, Cisco Systems, eBay, Google, Facebook, Intel, Microsoft, Yahoo!, etc).

A livello storico poi gli italiani sono da sempre una risorsa molto valida per la Silicon Valley, tanto che fin dagli Anni ’70 sono partiti gli sbarchi dei nostri connazionali in questa zona e negli ultimi anni una una nuova generazione di giovani imprenditori vogliono partire da qui per far crescere su scala globale la propria azienda, aiutati dalla voglia di fare e dagli italo-americani di successo.

Fra loro spiccano:

Paul Otellini, discendente da italiani emigrati a San Francisco nella Little Italy, che a 62 anni ha lasciato la carica di Amministratore Delegato di Intel per aiutare a contribuire la crescita della comunità italiana locale sia nella cultura sia nel business;

– L’avvocato d’affari italo-americano Mario Rosati, che gestisce un fondo di venture capital per la Ws investments, aiutando varie startup della Silicon Valley (Google compresa);

Rick Belluzzo, ex CEO della Quantum e CFO di Microsoft (dal ’99 al 2002) oltre che con oltre 20 anni di esperienza alla Hewlett-Packard, mentore e investitore nelle startup italiane «allevate» da Mind the bridge (Mtb) assieme a Marco Marinucci, ex Googler e ora fondatore dell’incubatore-acceleratore-scuola per startup che vogliono crescere imparando le pratiche migliori della Silicon Valley;

Tra i giovani meritano sicuramente una citazione il giovane avvocato d’affari, Matteo Daste, genovese con studi a Londra e Los Angeles che ha curato la vendita della startup italiana Glancee a Facebook un anno fa.

Questo conferma la forza del Made In Italy in fatto in questo caso di competenze ed idee innovative. Un possibile traino per i prossimi anni?

Tag:, , ,

Altri articoli che potrebbero interessarti.

Inserito in Io lavoro nel mondo: diversità quotidiane, Primo piano