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Italia che vende o che compra? Alcune case history di aziende italiane di successo che si espandono all’estero

Negli ultimi anni abbiamo sempre più assistito all’ingresso di capitali stranieri nelle imprese italiane. Tutti i settori produttivi italiani ne sono stati intaccati, dal food, all’alta moda. Non si parla di imprese di medie dimensioni ma dei principali marchi italiani rappresentativi del Made in Italy in tutto il mondo, tra cui Loro Piana, Bulgari, Fendi, Buitoni, Perugina, Valentino, Ducati, e molte altre. Nei prossimi giorni capiremo anche le sorti di Alitalia e Telecom.

Non dobbiamo però dimenticare che ci sono numerose imprese italiane virtuose in Italia e all’estero, che stanno attuando con determinazione piani di espansione oltre confine, in termini sia di acquisizioni di marchi stranieri sia di apertura di nuovi punti vendita di proprietà che di apertura di nuove sedi produttive.

Tra i principali casi degni di citazione troviamo sicuramente Luxottica, Eni, Calzedonia e, naturalmente, Fiat.

Luxottica ha recentemente dichiarato di voler riprendere l’exploit a stelle e strisce compiuto negli anni novanta, rilevando marchi internazionali e creando un gruppo in grado di rivoluzionare il mercato. L’espansione di Luxottica oltre oceano è partita con la quotazione alla Borsa di New York nel 1990, per proseguire con l’acquisizione di LensCrafters, la più grande catena ottica del mondo, e con il rilancio del marchio Ray-Ban, in dote con l’acquisto in blocco del gruppo Sunglass Hut. Alla gestione dei propri marchi si è affiancato anche il licensing su altri marchi di rilevanza quali ad esempio Giorgio Armani, Oliver Peoples, Paul Smith, Alain Mikli e Starck Eyes. E’ ora la dimensione mondiale l’orizzonte su cui l’azienda intende muoversi puntando soprattutto sui Paesi emergenti di tutto il mondo, quali l’Indonesia, le Filippine, il Vietnam, la Thailandia, la Malaysia e Taiwan, il Sudamerica e la Russia. Si tratta di obiettivi con prospettive di sviluppo a 3-5 anni e per i quali sono previsti tasso di crescita media tra il 20 e il 30% contro il 15% dei mercati più maturi.

Anche l’Amministratore Delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha presentato alla comunità finanziaria il Piano Strategico 2013-2016, dichiarando la volontà di proseguire i piani di espansione all’estero tipici dell’azienda, focalizzandosi soprattutto nei mercati emergenti attraverso partnership strategiche e promuovendo iniziative volte a migliorare l’efficienza dei propri impianti e dei processi. La strategia di crescita di Eni si fonda su uno sviluppo organico, grazie al significativo contributo di aree chiave tra le quali la Russia (Yamal), il mare di Barents, il Kazakstan, il Venezuela, il far-est e la regione dell’Africa sub-sahariana.

Cambiando ancora settore, giungiamo al gruppo veneto Calzedonia fondato nel 1987 da Sandro Veronesi, attuale presidente, continua la sua crescita esponenziale confermandosi uno dei player indiscussi del segmento abbigliamento intimo in Italia. Il gruppo, è presente con una reta consolidata di circa 1500 punti vendita in Italia ed in oltre 19 paesi nel mondo, puntando negli ultimi anni verso l’Europa dell’est. Non sono mancate anche tentativi di acquisizione di altri marchi di prima linea quali La Perla nello scorso aprile 2013.

Infine, è notizia oramai consolidata quella del controllo di maggioranza di Fiat sul marchio americano Chrysler, quota di controllo che negli anni è salita sino al 61,8% del capitale sociale. Qualche giorno fa è stato altresì annunciato l’avvio della procedura per lo sbarco a Wall Street di Chrysler, da dove manca dal 1998.

I casi riportati sono esempi di imprese che hanno un ruolo attivo e dominante nel processo di globalizzazione delle imprese italiane,  processo ancora possibile seppur più raro in questi ultimi anni di difficoltà economica a livello internazionale.

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