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La Francia sempre più interessata alle aziende italiane

La situazione economica italiana non è tra le più floride, soprattutto per i piccoli imprenditori che devono far fronte ogni giorno ad una tassazione elevata, ad un basso sostegno da parte del Governo e ad una burocrazia che peggiora ulteriormente la situazione. Lo sanno bene alcuni stati esteri che, approfittando di questo momento di instabilità e debolezza, si sfidano per accogliere le imprese che decidono di spostarsi all’estero verso stati più attenti alle loro esigenze.

Il monito è stato lanciato da Tiberio Tettamanti, Vicepresidente Vicario di Unindustria Como, ponendo particolare attenzione sulla vicina Francia: “Rischiamo di perdere le nostre aziende migliori. Alcune aziende hanno ricevuto proposte da importanti società francesi, anche di Parigi. Queste ultime vorrebbero che gli italiani spostassero oltralpe le loro produzioni”

Così come per altre nazioni come la Svizzera e la Carinzia (la regione più a sud dell’Austria), che da tempo ‘fanno il filo’ alle PMI italiane vicine al confine tramite una vera e propria campagna acquisti puntando su una tassazione al 25% massimo, nessuno studio di settore nè IRAP, prezzi degli immobili decisamente competitivi e prezzo dell’energia inferiore di oltre il 30% rispetto a quella italiana.

Carinzia ha avviato una vera e propria “campagna acquisti” per attirare gli imprenditori italiani. Tra le vantaggiose offerte: una tassazione del 25% per le imprese, niente Irap né studi di settore, molte possibilità di detrazione dalle imposte, contributi per gli investimenti, prezzi degli immobili competitivi rispetto al mercato italiano, energia elettrica a un prezzo inferiore del 30%.

Risulta davvero difficile per i piccoli imprenditori non cadere in tentazione: sicuramente è una situazione da tenere monitorata con attenzione e sulla quale agire prima che sia troppo tardi.

“Se chi governa non si accorge di queste situazioni, il rischio di perdere le nostre aziende e vederle andare all’estero aumenterà in continuazione – conclude Tiberio Tettamanti – alle imprese servono risposte concrete e in tempi rapidi. Occorre che lo Stato paghi i debiti, riduca il costo del lavoro e il carico burocratico. Se questo avverrà si spera che si possa continuare a produrre nelle nostre zone, anche senza espatriare. Diversamente sarà sempre più difficile”.

Staremo a vedere.

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