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L’importanza culturale ed economica degli italiani all’estero

Una delle forze del popolo italiano è sempre stato quello di sapersi integrare con altre culture, grazie anche ad una storicità che ha sempre premiato l’essere italiano anche fuori dai nostri confini. Questo concetto ha ispirato Augusto Giannattasio, autore del libro “Italiano oltre frontiera“, libro edito da Edizioni Momenti che tratta la storia degli italiani all’estero dal Secondo dopoguerra al 2013, comprese le tappe più importanti e le esperienze di alcuni italiani costretti a emigrare o che sono andati via per scelta.

Un saggio che affronta in 120 pagine il fenomeno dell’italiano all’estero, patrimonio culturale ed economico della nostra nazione.

Ma chi sono gli italiani all’estero? “Persone che partono non più per un bisogno ingente – spiega Augusto Giannattasio – quanto invece per migliorare la propria posizione professionale e sociale. Sono studenti, operai specializzati, professionisti, imprenditori e manager che tengono legami molto forti con l’Italia, grazie ai viaggi frequenti e alla possibilità di comunicare. Basti pensare che in ogni momento, con uno smartphone, possiamo scrivere messaggi ad un amico o ad un collega».

Questo sia a causa della crisi economica che sta attanagliando l’intero sistema Italia (e non solo), dove probabilmente la politica non riesce a dare il giusto slancio alle imprese, spesso sfiduciate da questa situazione stazionaria.

“È inutile e difficile cercare un colpevole, un capro espiatorio – continua Giannattasio – l’Italia si è trovata nel vortice della crisi finanziaria insieme a tanti altri paesi del mondo occidentale. È paradossale che chi produce beni e servizi debba subire le conseguenze dei “giochi” dei maestri della finanza: il nostro Paese produce vera ricchezza perché, malgrado le perenni difficoltà strutturali, eccelle in diversi settori. Oggi molti settori dell’export italiano sono in crescita e questo ha consentito ad alcune aziende di compensare la diminuzione del fatturato interno».

L’emigrazione è cresciuta dal 2011 al 2012 del 30%, anche se manca un vero e proprio censimento e quindi il dato potrebbe essere sicuramente più alto.  Un fenomeno che va sicuramente sostenuto in modo da rilanciare il ruolo dell’Italia e dei suoi prodotti nel mondo , in quanto gli italiani all’estero sono una grande risorsa ancora non congruamente valorizzata.

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