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L’alimentare italiano conquista l’Asia

Che il settore alimentare italiano sia apprezzato in tutto il mondo e che l’Asia sia una possibile terra di conquista per il settore è cosa ormai risaputa. A conferma di ciò la massiccia presenza delle imprese italiane al Thaifex, il salone internazionale del food and beverage di Bangkok, svoltosi il mese scorso.

Quello asiatico è un mercato in forte crescita con oltre 600 milioni di consumatori: difatti, dal 2015, cadranno le barriere formando un unico mercato formato da dieci Paesi, quali Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania e Cambogia.

Presidiare fin d’ora questo mercato è quindi una priorità per le imprese italiane, come confermato da Jilbert Toomassian, ad di Caravella fine food: “Questo è uno dei mercati del futuro, non potevamo mancare. E i risultati sono eccellenti. In circa una settimana abbiamo stabilito centinaia di contatti di qualità con tutti i Paesi dell’Asea, ma anche di Cina, Giappone e Corea».

Mercato che ad oggi è ancora molto ridotto (25 miliardi) anche e causa di differenze culturali molto marcate soprattutto sotto il profilo alimentare, ma che cresce in doppia cifra di anno in anno, soprattutto in Thailandia, Giappone, Korea, India ed Hong Kong.

Da qui l’interesse delle aziende food italiane, sollecitate dal lavoro già svolto da alcuni stati europei, Francia in primis, che controlla il 52% del mercato del vino in Cina, a fronte del 6% coperto dall’Italia.

 

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