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Italia e Cina: le differenze culturali

E’ sicuramente interessante capire quali sono le differenze culturali più evidenti tra Italia e Cina, due stati che da qualche anno hanno intensificato in maniera proficua un rapporto di collaborazione economica in atto da qualche decennio. Andiamo a capire com’è vista l’Italia in Cina per comprendere meglio le diversità culturali tra i due stati…

La storia ci insegna di uno scetticismo storico dell’Occidente verso quella che è stata addirittura apostrofata come ‘pericolo giallo’, forse dovuto anche ad alcune caratteristiche tipiche soprattutto del popolo cinese quando si sposta negli altri stati (come ad esempio lo spostamento in massa, il riunirsi in specifiche parti di una città, un forte auto-sostentamento, etc.).

Al contrario l’Italia per il popolo cinese è sinonimo di creatività, eleganza, bellezza e cultura, anche se non siamo mai stati (probabilmente) abili nello sfruttare queste potenzialità che i cinesi ci segnalano.

Le nuove generazioni cinesi – racconta uno dei fondatori di Associna – sono sicuramente molto diverse dai genitori, venuti qui per lavorare e trovare una condizione sociale ed economica migliore. Noi siamo dei migranti involontari e questa è la prima differenza. I giovani vogliono studiare e hanno progetti di vita diversi. Qualcuno vorrebbe differenziarsi e creare uno spaccato con il
passato, c’è meno interesse verso le attività tradizionali come la ristorazione o l’industria manifatturiera”.

A livello di integrazione, soprattutto i primi anni, non è stato facile per il popolo cinese che, anche a causa della difficoltà di apprendimento della lingua italiana, ha portato le comunità a chiudersi, anche se in questi ultimi anni, soprattutto le ultime generazioni, manifestano con maggior forza la volontà di integrarsi.

A Prato, ad esempio, – racconta sempre il fondatore di Associna, molti bambini cinesi soffrono per questo, si sentono diversi. Una bambina di 7 anni ha invitato a una festa tutti i compagni di classe italiani, ma non è andato nessuno. Si subiscono delle piccole discriminazioni, che prese da sole non sono tanto rilevanti, ma se vissute tutti i giorni sono dure. È un peso invisibile che bisognerebbe alleggerire. Certo, ci sarà sempre qualcuno che discrimina, ma se riusciamo a dare un’immagine positiva e far vedere che vogliamo integrarci già sarebbe molto. Su questo vogliamo lavorare”.

Cosa che non avviene se vista al contrario: solitamente noi italiani siamo capaci di integrarci (a volte anche con troppa disinvoltura) con le culture e le abitudini del popolo che ci ospita, anche se rimane comunque il problema della lingua.

 

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